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Articolo9

Scuola, Moratti taglia
a casa 8.500 insegnantiROMA - Il
ministro Letizia Moratti taglia 8 mila e 500 docenti. Il decreto è già pronto,
manca solo la firma del responsabile del dicastero dell'Economia. E il salasso
sarà ancora più pesante nei prossimi due anni: 12 mila nel 2003 e 36 mila nel
2004. Pessime notizie anche per il personale non docente. Dopo la cancellazione
di 20 mila posti lo scorso luglio, protestarono solo Cgil e Gilda, l'anno
prossimo altri 30 mila tra impiegati, ausiliari e tecnici lasceranno la scuola.
L'elenco dettagliato dei posti da sopprimere, 2 mila e cinquecento alle
elementari, duemila nelle medie e 4 mila nelle superiori, è stato già spedito
ai direttori regionali dell'Istruzione. Saranno loro, per la quota di
competenza, a decidere quali scuole dovranno fare a meno degli insegnanti.
Il ministero, comunque, indica una tabella delle priorità. Alle elementari:
concentrare gli insegnanti della lingua straniera nel secondo biennio, ridurre
il tempo pieno e quello prolungato, azzerare i progetti sperimentali. Nelle
superiori: abbinare le classi che, partite con 25 studenti, ne hanno perso un
congruo numero lungo la strada.
Problemi anche per gli studenti colpiti da handicap grave. Il decreto, infatti,
non prevede la deroga nei casi più complessi. Fino ad ora, il rapporto standard
di un docente di sostegno per quattro studenti in difficoltà, saliva ad un
insegnante per ogni allievo nei casi di particolare gravità. Il taglio delle
cattedre viene effettuato assieme ad un'altra misura prevista dalla legge
Finanziaria che dà la possibilità agli insegnanti di fare lezione per almeno
18 ore a settimana, ma con la facoltà di arrivare fino a ventiquattro.
Provvedimenti che non piacciono alle organizzazioni sindacali. "Il testo
del decreto conferma una norma della finanziaria contro la quale abbiamo
scioperato", commenta il segretario della Gilda Alessandro Ameli.
"Sono misure in linea con la scelta di ridurre la spesa per il personale
scolastico del 15 per cento - afferma il segretario della Cgil-scuola Enrico
Panini - così diminuirà anche la qualità dell'istruzione pubblica".
Il dissenso dei sindacati della scuola contro la politica del governo si
concretizzerà il 15 febbraio, quando a Roma scenderanno in piazza i dipendenti
pubblici. Allo sciopero nazionale, proclamato dai confederali, si è aggiunto
ieri lo Snals, che ha anche dichiarato lo stato d'agitazione del personale
universitario per la riapertura della trattativa contrattuale.
Nella stessa giornata, e sempre a Roma, corteo dei Cobas da piazza Esedra a
piazza San Giovanni. Mentre i confederali concluderanno la protesta al Circo
Massimo.
(LA
REPUBBLICA 31/01/2002)
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