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Articolo 3

Proposta Moratti
a scuola si paga
ROMA - Taglio drastico delle ore di lezione: da 12
mila e 700 a 9 mila e 900 dalla prima elementare all'ultimo anno delle
superiori. Cancellazione del tempo pieno alle elementari. Le famiglie che
vorranno mantenere le 40 ore settimanali dovranno pagare la differenza. Obbligo
formativo e scolastico fino a 18 anni. Addio al modulo di tre docenti per due
classi alle elementari. Ma la controriforma dei cicli non piace ai sindacati
della scuola.
I segretari della Cisl e della Cgil scuola, al termine dell'incontro con il
coordinatore della commissione, il professor Giuseppe Bertagna, l'hanno bollata
con un secco no. La Cisl: "La scuola ne esce penalizzata, sia nel percorso
complessivo, che nell'offerta formativa. La proposta suscita molti interrogativi
rispetto all'organizzazione del lavoro e al destino professionale dei
docenti". La Cgil: "Si chiede al paese di tornare al passato, si
ricreano due canali separati tra scuola e formazione. Lanciamo per il 19
dicembre una giornata nazionale in tutte le regioni". Possibilista lo Snals:
"Uno studio sul quale si può lavorare". La netta opposizione della
Cgil e l'improvviso irrigidimento della Cisl, i due sindacati più forti nella
scuola, non agevoleranno il già arduo percorso della controriforma della
Moratti.
La proposta della commissione Bertagna, al lavoro da quattro mesi, ruota attorno
ad uno schema chiaro: tre anni di scuola materna facoltativa, cinque anni di
elementari, tre di medie inferiori e quattro di superiori. Per chi frequenta la
scuola dell'infanzia ci sarà l'abbuono di un anno negli otto anni di elementari
e medie. Al termine del terzo biennio, lo studente sceglie se a 14 anni
proseguirà con i licei, gli istituti tecnici o la formazione professionale. Le
scuole superiori si riducono di un anno.
La maturità è a 18 anni. Il primo effetto della proposta Bertagna è la
riduzione drastica delle ore obbligatorie di lezione. Oggi, dalla prima
elementare all'ultimo anno delle superiori, sono all'incirca 12.700. Con il
nuovo sistema, come ricorda un recente studio di Tuttoscuola, si ridurranno a
9.900. Che fine faranno le decine di migliaia di docenti in sovrannumero? Dal
ministero nessuna risposta. È vero che la proposta prevede 300 ore annuali
facoltative per seguire i corsi d'inglese ed informatica, ma la riduzione
dell'orario e 25 ore settimanali per tutto il percorso scolastico suona come il
de profundis del tempo pieno alle elementari, che oggi viene scelto da 546 mila
famiglie.
Molte perplessità anche sulla riduzione da 5 a quattro anni per tutti gli
indirizzi delle superiori: le ore di lezioni calerebbero dalle attuali 5 mila a
3.300. Ma anche la formazione professionale, uno dei punti cardine della
proposta Bertagna, ha sollevato più critiche che consensi. Le Regioni hanno
fatto capire con molta chiarezza di non accettare il diktat del ministero, con
l'aggravante di non essere state neanche consultate su un tema che ritengono, a
ragione, di loro esclusiva competenza. Critica anche la Confindustria: lo ha
scritto a chiare lettere sul Sole 24 ore il responsabile del settore cultura e
formazione. L'associazione degli industriali chiede al governo di portare a 16
anni l'obbligo di frequentare la scuola, come prevedeva la riforma Berlinguer,
facendo iniziare i corsi di formazione professionale solo dopo.
( LA
REPUBBLICA 05/12/2001)

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