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articolo 1

Sciopero il 14: confederali e Cobas divisi
Scuola, riforma Moratti:
sindacati sul piede di guerra
ROMA - Scuola: crescono le polemiche contro la porposta Moratti. I sindacati
annunciano un nuovo sciopero e gli studenti preannunciano un mese di lotta. Gli
aderenti a Cgil, Cisl e Uil Scuola hanno deciso un'ora di sciopero nelle scuole
il 14 dicembre. Mentre i Cobas hanno deciso nello stesso giorno di scendere in
piazza con una manifestazione nazionale. L'astensione del personale docente
riguarderà la prima ora di lezione.
Critiche arrivano da Marco Rizzo, capogruppo del Prc alla Camera che attacca il
progetto di riforma della scuola. «Le proposte di riforma della scuola avanzata
dalla commissione Bertagna sono ottocentesche. Il ministro Letizia Moratti sogna
di riportare il sistema scolastico italiano ai tempi di De Amicis, quando gli
scolari dovevano portare in classe anche il carbone da riscaldamento». «L'ipotesi
di abolire il tempo pieno trasformandolo in un servizio a pagamento -afferma- la
riduzione delle ore di studio, il taglio e la demotivazione del personale
docente e l'anticipo della scelta degli indirizzi a 14 anni rientrano in un
disegno di smantellamento brutale della scuola pubblica». «Il ministro Moratti
si sta muovendo in direzione esattamente opposta a quella che sarebbe invece
auspicabile e necessaria». E’ l'opinione di Sergio Cofferati. «Questo
ministro - ha detto Cofferati - sta agendo per dare vantaggi, in tutte le forme
possibili, alle scuole private a detrimento della scuola pubblica». Secca la
replica del capogruppo di Forza Italia in Commissione Cultura della Camera,
Fabio Garagnani: «Quelle di Cofferati e Rizzo sono accuse gratuite: non
conoscono la proposta di riforma della Moratti». «Non c'è un solo passaggio
dell’intervento del governo in cui si parli di penalizzazione della scuola
pubblica a favore di quella privata. Anzi è vero esattamente il contrario:
anche i recenti provvedimenti contenuti nella Finanziaria confermano un
finanziamento del 97% circa delle spese del Ministero a favore della dimensione
pubblica».
Ed è polemica anche sugli esami di maturità. No alla modifica dell'Esame di
Stato in sede di Finanziaria. A bocciare senza appello il provvedimento
contenuto nell'art.13 della finanziaria che prevede per gli esami di Stato una
commissione composta da soli membri interni, con un Presidente esterno per ogni
istituto, è la Gilda degli insegnanti che ha inviato al ministro
dell'Istruzione, una lettera aperta sottoscritta da 35 personalità.
(IL
MESSAGGERO 06/12/2001)
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