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NOVITA’ PER I PIU’ PICCOLI

LA NUOVA EDITORIA PER I PIU’ PICCINI

dal BATTELLO A VAPORE

da ORECCHIO ACERBO

 

E’ un argomento sul quale si ricevono molte domande e richieste da parte dei genitori: il libro è una risposta esauriente ed essenziale, che con linguaggio semplice e illustrazioni piacevoli dice quello che non abbiamo il coraggio di dire ai bambini.

 

  AREA DEI PICCOLI

 

Sicuramente questo è un momento particolarmente felice per gli albi illustrati, destinati ai lettori “esordienti”: sono tutti di un alto livello qualitativo e di grande originalità.

I lettori piccolissimi si trovano di fronte a un mondo che imparano a conoscere grazie a illustrazioni vivaci, pagine ammiccanti che trasmettono un senso di affettività, emozioni, calore umano, come negli albi della Casa Editrice La Coccinella, all’avanguardia in questo campo: offrono trovate cartotecniche (buchi, copertine sagomate, abbinamento con pupazzetti di stoffa, minizainetti che contengono libriccini, rubriche; il tutto con grande attenzione alle forme, alla scelta delle parole, alla giustezza del carattere. Tra le collane di questa casa editrice meritano di essere segnalate: “I libri di Tito e Claudia”, “I biscottini”, “Guarda com’è”, “Le fiabe dell’orsa”.

Su questa Casa Editrice, che ha saputo conquistare consensi in Italia e nel mondo grazie a un alto livello di professionalità e all’impiego di un ricco patrimonio di intelligenze, è doveroso spendere qualche parola in occasione del venticinquesimo anniversario della fondazione.

A partire dalle idee di Bruno Munari sui libri-oggetto e sulla spinta delle nuove idee pedagogiche degli anni ’60 e ’70, La Coccinella ha rivolto la sua attenzione ai piccoli e ai piccolissimi cercando per loro un approccio educativo e ludico nuovo, nella convinzione che i processi cognitivi debbono essere stimolati e accresciuti fin dalla più tenera età: <non più bamboli senza capacità ma bambini in grado di ragionare, farsi delle domande, crescere in autonomia> (Antonio Leoni, Buon compleanno, in <Pepe verde>, Rivista di letture e letterature per ragazzi, n. 13/2002). Le collane più significative possono essere classificate in quelle adatte per il gioco e la manipolazione (“I Primissimi”, con libri come Un anno di cose da fare, Il grande libro delle meraviglie, Giochi, idee pazze, trovate malandrine per le…Bambine; “Tuttofare”, libri da smontare, ritagliare e ricostruire; “Giocare”, con libri come Giochiamo con le mani, Giochiamo con le mollette, Giochiamo con sassi, foglie e…); collane adatte per le prime curiosità e per l’apprendimento linguistico (“Come si chiama”, in cui il bambino vede rappresentati gli ambienti che maggiormente frequenta e viene sollecitato a osservare le immagini, a definire il nome delle cose, a focalizzare dei particolari attraverso buchi e finestrelle di cartoni che svelano altri ambienti; “Indovina un po’”, consigliata a due anni, con libri come Dove abita, Dove viene, Chi l’ha perso; altra collana per piccolissimi dai due anni in su è “Apri le finestrine”, con veri vocabolari che aiutano a collegare immagini, suoni e significati); collane per i più grandicelli (“Buchi per guardare dentro le cose”, con libri come Dentro la nave, Come siamo fatti, Dentro il castello, Dentro il vulcano; “I Manualotti”, ideata dalla “mente” della Casa, Emanuela Bissolati, che comprende Il Manual8 della natura, Il Manual8 dei Giochi, Il Manual8 della Terra, Il Manual8 della salute.

Le idee più “rivoluzionarie” ed originali della Coccinella si realizzano nelle collane per i piccolissimi (addirittura 6 mesi!) e consistono in piccoli libri cartonati e sagomati, muniti di sporgenze per girare le pagine o di spirali o addirittura di una maniglia a tubo che regge pagine da sfilare e usare singolarmente: “I Libri nido”, coloratissimi, abituano il bambino alla distinzione visiva e alle prime associazioni di significato (Bimbo pappa, Bimbo gioca, Bimbo va). Infine, una collana per i bambini di un anno: “Tito”, dove un bambino di nome Tito descrive le azioni che tutti i bambini compiono e nelle quali possono riconoscersi (Tito va, Tito dice, Tito è); libri per divertirsi: qui troviamo le collane più famose della Coccinella, nelle quali alla funzione manipolativa subentra quella narrativa. Sono libri che vanno sfogliati da soli per guardare le figure e riletti poi con i genitori in un gioco di rimandi che è significativo per la crescita: “I Bucoli”, collana-simbolo della Casa, dove le immagini gioca con il buco che perfora tutte le pagine in successione (Il bruco verde, Guarda c’è un buco, Le ruote corrono, Dolcetti o dispetti, La banda del buco); “Storie piccine picciò”, scritte e illustrate da Antonella Abbatiello (Peppina Girò, La casa dei gatti, Marina Cocò). Infine, “Le Favole”, e “Narrativa”, con testi di Roberto Piumini, Vivian Lamarque e Beatrice Solinas Donghi.

La casa editrice Giunti lancia la collana “Le giravolte”, che permette una co-lettura a bambini e adulti grazie a una spirale colorata attorno alla quale ruotano le pagine: l’adulto legge il testo e il bambino ascolta e guarda le illustrazioni. Troviamo autori come Roberto Piumini e illustratori come Simone Frasca, Antongionata Ferrari e Nicoletta Costa.

Le Edizioni EL pubblicano i primi libri pop-up: La mucca Moka pop-up, di Agostino Traini e Massimo Missiroli, Fred lingualunga pop-up, di Lucia Salemi e Massimo Missiroli.

Tra gli albi di grandi autori e illustratori si segnalano Olivia di Ian Falconer (Edizioni Giannino Stoppani), Una storia che sa di mare di Alfredo Stoppa e Pia Valentinis (Edizioni C’era una volta), Zoo di Bruno Munari, inedito del grande artista scomparso, e Alice in wonderland, liberamente tratto dal capolavoro di Lewis Carroll dalla giovane coreana Suzy Leen: si tratta di due gioielli dell’editore Corraini.

Tra le raffinate pubblicazioni della Casa Editrice Arka è da segnalare, per la collana “Perle d’amore” l’albo Giulietta e Romeo, con testo composto da Nicola Cinquetti ispirato direttamente alla storia di Luigi da Porto, pubblicata postuma nel 1532, più tardi trascritto da Shakespeare nel celeberrimo dramma.

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  NOVITA’ PER I PIU’ PICCOLI

 

19/04/2004 - Le iniziative di alcuni piccoli editori che si sono consorziati per esporre alla Fiera di Bologna in quello che è stato sicuramente lo stand più interessante dell’ultima Fiera di Bologna, propongono percorsi intelligenti e ludici contraddistinti da un elevato grado fdi qualità ai più piccini:

 

·        Zoolibri

 

La vera storia dei tre porcellini (Jon Scieszka e Lane Smith)

Piccolo drago (P. Goossens, T. Robberecht)

Papà diventa re (P. Goossens, T. Robberecht)

Bocca cucita (G. Bigot, P. Mateo, S. Girel)

Coccodrillo innamorato (Daniela Kulot)

Le dita nel naso (Daniela Kulot)

La principessa della pioggia (Benjamin Chaud)

Uffa! Ancora un libro! (Tijn Snoodijk)

Pof l’elefante (Eduard Manceau)

Zum-Zum la coccinella

Quik il pinguino

Hop la pecora

Mi piace il cioccolato!  (Davide Calì, Evelyn Daviddi)

Vivere nel castello (Silvia Pellegrini)

 

·        Topipittori

 

Zoo segreto (. Azzurro, G. Zoboli)

Mondocane (in uscita a ottobre)

Filastrocca ventosa per bambini col fiato corto

Filastrocca acqua e sapone per bambini coi piedi sporchi  (in uscita a ottobre)

 

 

 

LE VECCHIE...... NOVITA’

 

Importanti Novità dalla Editrice Arka, come sempre attenta alla qualità dei testi e delle illustrazione:

collana di Perle:

C’è un ippopotamo nel lettino, album di grande delicatezza con testo di Beatrice Masini e illustrazioni di Pia Valentinis

Lupo e pecora, di Linda Wolfsgruber

Una sfera in una stalla, testo di Guido Visconti e illustrazioni di Alessandra Cimatoribus. Un’inconsueta storia di Natale…

Chi ride in giardino? Di Annalisa Strada, con illustrazioni della giovane Agnese Baruzzi, al suo primo album grande

Collana Perline:

Guerra e pace nel paese delle rane, di Pierre Cornuel

ristampe:

Una principessa piccola così, ma… di Beatrice Masini e Octavia Monaco (copertina nuova)

Nuvolando, di Riccardo Geminiani e Nicoletta Coccoli

Il drago timido, di Jindra Strnad e Marie-José Sacré

Due amici, di Paz Rodero e Jòsef Wilkon

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  dal BATTELLO A VAPORE:

 

Sara Boero, Quando un albero cadde in una foresta deserta

E. D. Baker, Incantesimi, baci, ranocchi e principesse

Alberto Melis, Le due facce di Gerusalemme

Silvia Roncaglia, Greta che vola

 

inin Carpi, Il papà mangione e altre storie dei miei bambini

Un libro per tutte le età, dai 4 agli 11 anni (e anche più…) da un autore di tanti classici per bambini, del quale va ricordato Cion Cion Blu, ristampato da questa Casa Editrice.

 

Johanna Reiss, La stanza segreta

L’esperienza realmente vissuta dall’Autrice durante la Seconda Guerra mondiale.

 

Beatrice O. Harrell, Il grande sogno di Lupo Veloce

Gli indiani Choctaw devono lasciare le loro case aicoloni bianchi e trasferirsi nel nuovo Territorio Indiano…

L’opera appassionata di una discendente dei Choctaw che ha dedicato la sua vita a preservare la cultura del suo popolo.

 

Jurg Obrist, Le indagini dell’ispettore Fiuto e di Meg Cetriolo

Quaranta intricati misteri: quaranta avvincenti minigialli.

 

Alexander McCall Smith, Tigri affamate e gomme da masticare

Un’avventura tutta da ridere fra tigri affamate, serpenti golosi e alberi rosa…

 

Aurora Marsotto, Da grande farò la ballerina

bisogna sempre mettercela tutta per realizzare i propri sogni!

 

Angelo Petrosino, Pablo.

Un nuovo amico per Valentina continua il ciclo di Valentina: unico personaggio seriale Rimasto nella nostra letteratura per ragazzi.

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  da orecchio acerbo

 

L’editore oggi forse più innovativo e raffinato ci manda, dopo l’affascinante storia di Teo Szilard, due libretti in inconsueta veste tipografica, che ricorda i libri per i più piccoli ma per i più piccoli non sono: una sorta di dejà vu elegantemente rivisitato con fine cultura.

 

Efraim Medina Reyes, Sarah e le balene, con disegni di Simona Mulazzani

Il racconto è tratto da C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo,ed. Feltrinelli 1994

 

Francesco Tonucci, Il paese dei cerchi, con disegni di Osther Mayer

Le forme geometriche collaborano per dare vita ad archi, volte, cupole…L’unione fa la forza, come è detto nella copertina del fine “cofanetto”, ma soprattutto sviluppa l’intelligenza.

 

Ogni libro è corredato dalla raffinata cartolina di un’illustrazione contenuta nel libro.

Si tratta di libri per bambini, ma anche per bibliofili.

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  LA NUOVA EDITORIA PER I PIU’ PICCINI

Franco Trequadrini Università dell’Aquila 

 

 La presenza della Casa Editrice La Coccinella in questo Convegno, molto significativa e qualificante, potrebbe esimerci dal parlarne, ma diventerebbe impresa ardua parlare di nuova editoria per i più piccoli senza parlare della Coccinella, e pertanto cominceremo proprio da questa benemerita editrice, senza piaggeria, poiché della Coccinella si deve parlare  nisi bene.

La Coccinella nasce a Milano nel 1977 con l’idea – mutuo dal breve e agile ma intenso articolo di Carla Ida Salviati su <Sfoglialibro> del dicembre 2002 – di fare libri nei quali l’oggettualità e la materialità avessero una parte preminente – negli anni Settanta avevamo già avuto le esperienze della Archinto con Emme edizioni e di Munari con Einaudi – poiché alla luce degli studi più avanzati nel campo della psicologia dello sviluppo si era capito che, come dice Roberta Cardarello(1), un libro per un bambino della fascia 0-3 dev’essere innanzitutto una fonte di stimolazione sensoriale: nacquero così i libri “attivi”, da tagliare e colorare, subito imitati da Mondadori, La Sorgente e AMZ. Il confronto con editori la cui concorrenza era insostenibile per dei giovani dotati solo di talento e di entusiasmo, dissuase Loredana Farina e i suoi soci dal proseguire su questo cammino e li convinse a tentare una pista completamente nuova: i libri coi buchi. Questi furono una cosa del tutto nuova perché non c’era chi sapesse farli: i macchinari tradizionali delle tipografe non erano adatti a lavorare il cartone spesso e ci si dovette rivolgere a piccoli cartotecnici che fabbricavano scatole e contenitori. 

Testimonia Loredana Farina: <quello che lei fa per una scatoletta di profumo può farlo anche per un libro>(2)

Tale invenzione del libro coi buchi.non fu comunque un’invenzione fine a se stessa, una stravaganza segno di una volontà di originalità a tutti i costi: oltre che favorire l’esercizio oculo-manuale e l’attività dei campi di esperienza della misura e delle forme, il libro coi buchi testimoniava anche una volontà di dialogo, di rapporto col testo, di racconto.

Oltre che come oggetto il libro per piccolissimi viene recepito, afferma sempre Roberta Cardarello, come oggetto che ne contiene infiniti altri, rappresentati in modo speciale: sono oggetti bidimensionali, di forma, dimensione e colore diversi da quelli reali, non sono insomma oggetti “veri” ma verosimili. Il bambino, del resto, è simbolista per natura, quando disegna non disegna tanto quello che vede ma quello che “sente”, non la “cosa” ma il concetto che ha della “cosa”.  

La scoperta linguistica è ovviamente intimamente legata alla mediazione adulta, genitoriale e non, ma non sono qui per parlare di questo e continuo il mio itinerario fra gli editori, anche se taluni concetti vanno  sottolineati per rendere l’idea dell’opera innovativa che l’industria editoriale ha compiuto in questo settore e in questo settore più che in altri, giacchè se c’è un settore nel quale la letteratura perl’infanzia si distingue e riesce a esportare più che a importare questo è proprio quello dei piccolissimi.

Rispetto al passato la novità più importante della nostra editoria è la produzione di libri grazie ai quali il bambino non si limita piuù a riconoscere gli oggetti ma entra in quelli che mutuando da Umberto Eco potremmo chiamare i boschi narrativi: attraverso l’elaborazione di rapporti familiari, di usi e intenzioni di uso degli oggetti prendono corpo delle microstorie che <indicano la tendenza a proiettare un significato riconosciuto e riconoscibile>(3)

Per queto – restiamo ancora per un istante con la Coccinella – dopo i  “Primissimi” e i “Tuttofare”  troviamo collane per il primo apprendimento linguistico (“Come si chiama”) e poi “Indovina un po’” con libri come Dove abita, Chi l’ha perso, ”Buchi per guardare dentro le cose”, per i più grandicelli e i Manual8 ideati da Emanuela Bissolati, che è la vera mente della Casa.

I libri della prima infanzia, però, non sempre trovano adeguata rispondenza nel mercato editoriale: una volta diventati di successo non vengono più ristampati. E’ il caso di Attilio, come lamenta Fulvio Panzeri, il quale ha sempre pubblicato con la Giunti, altro editore benemerito in questo settore, i cui libri, pur essendo richiestissimi, sono praticamente introvabili. Attilio è stato quello che avviato la “serialità” dei personaggi, ben caratterizzati e subito riconoscibili dai bambini (quelli che producono il fenomeno della risorgiva e della macrosequenza, come lo chiama Carla Poesio, aprendo la strada a personaggi come Pimpa , la Mucca Moka e il cagnolino Spotty, creato da Eric Hill e pubblicato da Fabbri. Gli esempi storici di questo genere di libri sono Peter Coniglio di Beatrix Potter e  Babar, che hanno conquistato generazioni di bambini per le loro avventure quotidiane, legate all’esperienza semplice del bambino. In questo sentiero narrativo troviamo altri celebri personaggi come la Topolina Pina, ideata da Lucy Cousins e pubblicata da Mondatori, Teo, il cagnolino sempre indaffarato e pieno di idee inventato da Ingrid Godon e pubblicato da Emme Edizioni.

Probabilmente poco nota ai non-specialisti è l’editrice Il Castoro, che ha pubblicato un piccolo gioiello di Eric Carle, Sogno di neve: racconta di un vecchio signore con una folta barba bianca che vive con i suoi cinque animali, un cavallo, una mucca, una pecora, un maiale e un gallo. Una sera, prima di Natale, si addormenta e sogna una nevicata che copre tutto; al risveglio scopre che ha nevicato davvero e allora, indossati gli abiti pesanti,  prende una scatola e un sacco di regali ed esce di casa, addobba l’albero per i suoi animali e lascia un pacchetto per ognuno di loro.  Al magico suono di un campanellino parte con un sacco pieno di doni. Nel libro il campanellino da suonare c’è davvero e anche la neve che cade, su fogli trasparenti in cui si trovano i grossi fiocchi che ricoprono le figure. Da questi libri si arriva ai veri pop up, veri libri animati che si alzano e fanno muovere le figure. Sono prodotti da Emme Edizioni e sono i primi libri veramente italini di questo genere tradizionalmente importato dall’America: ora abbiamo Massimo Missiroli, considerato l’ingegnere della carta italiano, produttore di celebri personaggi come Mucca Moka di Agostino Traini e Fred Lingualunga di Lucia Salemi. Da Babalibri, invece, troviamo i piccoli pop up inventati da Kimiko, libri di avvio alla lettura con disegni semplici, storie minime e linguette da tirare.

La E.Elle propone dei piccoli libri che non sono veri e propri pop up ma propongono un nuovo modo di leggere con le pagine che di aprono e raddoppiano: sono i libri della collana <Quattro e Quattr’otto> e sono opera di alcuni dei migliori illustratori italiani viventi: Nicoletta Costa, Agostino Traini, Francesco Altan e Marco Biassoni.

Non possiamo poi tacere la Bohem Press, fondata da Stepan Zavrel, ormai stabilitosi in Italia, con la collana <Pazoo> illustrata da Svjetlan Junakovic, in cui bisogna aprire la tripla pagina per scoprire cosa sta accadendo.

Un grande editore come Giunti, infine, presenta la collana <Giravolte>, che permette una co-lettura a bambini e adulti grazie a una spirale colorata attorno alla quale ruotano le pagine: l’adulto legge il testo e il bambino ascolta e guarda le illustrazioni. Troviamo autori come Roberto Piumini e illustratori come Nicoletta  Costa, Simone Frasca e Antongionata Ferrari

Questo breve e veloce excursus dell’editoria italiana più significativa, necessariamente incompleto (non è fatta menzione di alcune belle pubblicazioni delle Edizioni Giannino Stoppani, C’era una volta, Corraini, che sono comunque editori non sistematicamente impegnati su questo fronte) vuole esporre una freccia direzionale su alcuni aspetti dell’attuale letteratura per l’infanzia e sulla nostra produzione editoriale, che mi limiterò a esporre schematicamente:

-         il settore “piccolissimi” è oggi quello che più degli altri è uscito dalla nube di genericità che ancora, spesso, avvolge la letteratura destinata a quella che classicamente intendiamo per infanzia e preadolescenza: di fronte alla difficoltà ineliminabile di distinguere fra infanzia reale e infanzia storica, infanzia “normativa” e infanzia tout court, assistiamo a una sovrabbondanza di proposte spesso equivoche sia riguardo alla destinazione sia riguardo alle soluzioni linguistiche, stilistiche e comunicative; questa letteratura per i più piccini è quella che più di altri, invece, si giova del supporto della ricerca scientifica in questa fascia di età, e inoltre è quella che, creando una sinergia tra vari codici linguistici, può permettersi di tornare all’origine della libertà inventiva e combinatoria;

-         la letteratura della prima infanzia rivendica a pieno titolo il riconoscimento di aver impiegato il più vasto patrimonio di risorse e di intelligenze;

-         è sicuramente il settore più attivo della nostra editoria per l’infanzia, forse l’unico che esporta anziché importare (contiamo insieme della Coccinella, per esempio, è stato tradotto in venti Paesi);

-         in negativo dobbiamo segnare un primato che non riusciamo completamente a spiegarci: mancano le ristampe. Le tirature, una volta esaurite, lo sono per sempre, pur essendovi richiesta. Come mai l’industria editoriale investe poco quando non può contare sulla mediazione della scuola e sulle istituzioni educative più formalizzate, e non prende invece in considerazione un pubblico di mediatori possibili prescrittori come asili-nido, ludoteche, genitori, biblioteche soecializzate, laboratori, in modo da favorire anche una più capillare diffusione della lettura e del costume di leggere?

Infine, data la specificità delle competenze, la necessità della cura artigianale del prodotto, se c’è oggi un’editoria di qualità è proprio quella della prima infanzia.

Cìè bisogno di altro per rivendicare la sua dignità di genere nobile del libro?

(1) R. CARDARELLO, Libri e bambini.La prima formazione del lettore, Firenze, La Nuova Italia 1995

(2) C.I. SALVIATI, Buchi, cartoni e idee, intervista a Loredana Farina, <Sfoglialibro>, dicembre 2002

(3) L. LUMBELLI (a cura di), La novità come risorsa educativa, Milano, F. Angeli 1982

  • Nicoletta Costa, La nuvola Olga, EMME Edizioni 2003

Una nuova storia della serie ormai celebre della Nuvola Olga: Nicoletta Costa, sicuramente la più brava illustratrice-scrittrice italiana di oggi, ci regala un’altra convincente prova del suo talento vivace e della sua felicità inventiva. Fra tanta  produzione ripetitiva che sembra passarsi lo stampino, una igenerante folata nel mondo colorato e nelle forme essenziali e aeree di Nicoletta Costa. 

  • Francesco Altan, Pettirosso Pippo, EMME Edizioni

Un nuovo personaggio di Altan, corporeo, fisico ed eloquente, in colori forti e vivaci. Avrà la stessa fortuna di Pimpa? Per la forza icastica e per il turgore pedagogico non intenzionale Altan lo merita, e Pettirosso pure.

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